Quando il passato vince l’Oscar sulla tua vita

Il passato, grande amico ma anche grande nemico. Il problema è che IL PASSATO NON SI CAMBIA… o almeno così si dice.

Noi siamo il risultato di ciò che abbiamo vissuto, delle scelte che abbiamo fatto e degli imprinting che abbiamo ricevuto nelle nostra giovane, giovanissima età. Fino a questo punto, tutto ok. Il gioco però si fa duro quando ciò che abbiamo vissuto nel passato si presenta come un pessimo inquilino invisibile ogni giorno della nostra vita, nelle situazioni quotidiane nei modi di fare e condiziona scelte, relazioni e vita futura. Quindi ci ritroviamo sempre nelle stesse condizioni, come ad esempio, la stesa tipologia di partner, gli stessi problemi di lavoro, le stesse di amiche sociali. Sfortuna? No, è la storia che si ripete. Il tutto continua a svolgersi sempre nello stesso modo anche se all’apparenza facciamo scelte diverse. È il nostro passato che, quatto quatto, si insinua nel nostro Io e ci porta a fare sempre le stesse scelte. Quindi possiamo pensare di essere in un circolo vizioso dato che il passato ” non si cambia”. La cosa veramente importantè e sulla quale non poniamo mai l’attenzione è la seguente: non serve cambiare il passato, va compreso e accettato in modo da poterlo lasciar andare. Immaginiamo che il passato sia uno zainetto pieno di sassi molto pesanti. Continuare a portarlo sulle spalle ci obbligherà a fare scelte in base al peso che abbiamo sulle spalle. Il segreto non è DIMENTICARE o FAR FINTA CHE NON SIA SUCCESSO (ciò appesantirebbe ulteriormente il nostro zaino fino a che non saremo più in grado di muoverci e ci condizionerà la vita in modo pesante,ente negativo) ma OSSERVARE COSA È SUCCESSO, ACCETTARLO E LASCIARLO ANDARE. Quindi sapere che nello zaino ci sono dei sassi, sapere dove sono, sapere il ruolo che hanno avuto ma posarli serenamente, senza cancellarli. Soltanto così possiamo modificare il presente per avere un futuro con risultati diversi, migliori, ottimali. Quindi suggerisco sempre un percorso che possa aiutare a guardare i propri sassi e iniziare ad accettarli. La parte più difficile è prendere il coraggio di “guardare” e, di conseguenza, sarà tutto in discesa! Buon lavoro.

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